Riparazione - revisione strumenti

Sostituzione della guarnizione del vetro, ritocco delle punte degli aghi
con smalto rosso e applicazione del “Silica-Gel”.

Il metodo per la sostituzione della guarnizione del vetro è quello di rimpiazzarla mediante incollaggio con silicone del vetro al bicchiere esterno dello strumento.

Durante questa fase, dato che non avremo mai le mani libere, occorre che il bicchiere venga fissato al tavolo mediante nastro biadesivo:

Il miglior modo di effettuare l’operazione consiste nell’appoggiare il vetro sul fondo e, mantenendolo  centrato, applicare due piccole quantità di silicone in due punti diametralmente opposti della circonferenza.

Questo consentirà di effettuare piccoli ritocchi del centraggio del vetro all’interno del bicchiere:

Lasciare asciugare bene il poco silicone applicato, questo ci garantirà che il vetro non si sposterà più, rendendo molto più facile il successivo incollaggio completo su tutta la circonferenza del vetro.

Personalmente non sono molto bravo a stendere il silicone in modo uniforme… ritengo infatti abbastanza probabile qualche sbavatura di silicone sulle parti a vista del vetro.

Potremo togliere le sbavature successivamente, a silicone asciutto, mediante lamette, cacciavitini, unghie ecc ecc.

A lavoro finito, il bicchiere si presenterà così:

Passiamo adesso al ritocco delle punte degli aghi, il quale non ha bisogno di spiegazioni ma solo della foto in cui si vede l’ago ritoccato:

Per concludere la fase di preparazione precedente la richiusura, resta solo da preoccuparsi di eventuale umidità atmosferica che potrebbe restare chiusa e sigillata ermeticamente all’interno dello strumento.

D’accordo, si tratterebbe comunque di umidità non dannosa per la meccanica, ma la cui presenza recherebbe il fastidioso problema dell’appannamento durante il passaggio dal freddo al sole scottante.

Ho pensato di risolvere, ma è solo una teoria da sperimentare, mettendo una piccola bustina di sali dentro al corpo dello strumento.

Naturalmente la bustina non può essere lasciata libera dentro lo strumento: io l’ho incollata con del Bostik:

Meglio incollarla nella parte bassa dello strumento… se, per qualche motivo dovesse staccarsi o aprirsi, i sali cadrebbero sul fondo senza penetrare nei delicati meccanismi dello strumento.

Il successo di questa operazione non è garantito… si tratta di provare un po’ per vedere se funziona; in ogni caso, male non dovrebbe farne.

Ed ora veniamo alla parte finale e più interessante, cioè la richiusura degli strumenti:

La prima fase consiste nel migliorare l’aderenza e l’ermeticità della sottile guarnizione che circonda la base del bicchiere interno.

Questo si ottiene sigillando ed incollando il tutto con una piccola quantità di silicone come si vede in foto:

Poi si appoggia sopra il bicchiere interno completo della sua sottile guarnizione:

Successivamente occorre spalmare ancora una modesta quantità di silicone sopra la guarnizione del bicchiere interno:

Dopo, appoggiare sopra al silicone fresco il bicchiere esterno fino a far strabuzzare la colla in eccesso:

Rasare con un dito l’eccesso di colla:

Adesso inserire il tutto nella morsa, cercando di mantenere ben allineati e concentrici i bicchieri.

Mi raccomando di stringere pochissimo!

La pressione della morsa serve solo per essere certi che i bicchieri rimangano ben sigillati ermeticamente!

Inoltre, serve anche per fare in modo che lo spessore del sandwich formato dai bordi dei bicchieri e dalla guarnizione torni ad avere uno spessore simile all’originale.

Se lo spessore dovesse risultare troppo maggiore rispetto all’originale, dopo avremo difficoltà a reinserire la ghiera:

Quando dopo 24 ore il silicone sarà ben asciutto, è il momento di incollare la ghiera esterna.

Come ho già scritto sul forum, per questa fase ho provato in diversi modi, fino ad individuare il metodo migliore.

Il primo tentativo, fallito miseramente, prevedeva l’incollaggio della ghiera mediante colla epossidica bicomponente.

Purtroppo ho avuto la sfortuna di imbattermi in un tipo di colla (Pattex) che è rapidissima ad indurire.

Dato che la colla va stesa con una certa precisione all’interno della scanalatura della ghiera, pena sbavature di colla difficili dopo da togliere, è accaduto che l’applicazione in sede della ghiera purtroppo è avvenuta quando la colla era già parzialmente secca.

Il risultato è stato che dopo la ghiera si staccava facilmente dallo strumento perché la colla non aveva fatto presa.

Ritengo però che, trovando la colla giusta, ad essiccazione lenta, questo possa essere un buon metodo di richiusura.

Il secondo tentativo è stato quello, suggerito dal buon Ettore, di saldare la ghiera a stagno.

Devo dire che ha funzionato benissimo, con solo un paio di inconvenienti: la scarsa riproducibilità da parte di chiunque (non tutti sanno saldare a stagno) e qualche dubbio sulla resistenza nel tempo della saldatura alle vibrazioni.

Ovvio che, lasciando un bel malloppo di stagno a cavallo dei bordi saldati, il problema della resistenza non si pone… però il “malloppo” è abbastanza bruttino e, riducendolo con la lima, si indebolisce troppo la saldatura.

Questo comunque è il risultato della ghiera saldata:

 

Come si può vedere, la saldatura presenta già una piccola crepa, dovuta al troppo esile strato di stagno rimasto dopo la limatura del “malloppo”.

Alla fine, il metodo migliore per l’incollaggio della ghiera è risultato quello di usare normalissima colla “a contatto”, ovvero colle tipo Bostik, Pattex ecc ecc.

Devo dire che un risultato superiore si ottiene con la Pattex, che è più fluida e fa meno “fili” della Bostik.

Il procedimento è il seguente:

Si spalma la colla all’interno della ghiera:

Si spalma la colla sul bordo del sandwich sullo strumento:

Dopo aver aspettato che la colla sìa asciutta (minimo un quarto d’ora, meglio mezz’ora), si posiziona la ghiera al suo posto, cercando di farla aderire bene al bordo e soprattutto avendo cura di far rimanere il taglio della ghiera orientato verso il centro del cruscotto, in modo che dopo “la giunta” si noti il meno possibile.

Naturalmente anche di questa fase non ho foto, dato che servono troppe mani.

Appena applicata la ghiera, noteremo che lo spazio fra i bordi tagliati della medesima sarà molto più di prima…. niente paura!

Posizionare intorno alla ghiera la fascetta stringitubo e stringere abbestia… noteremo che magicamente i bordi tagliati si riavvicineranno fino alla distanza normale:

Adesso occorre attendere che il Pattex asciughi benissimo… suggerisco minimo 24 ore.

Il giorno dopo potremo finalmente allentare la fascetta stringitubo e godersi il risultato.

Completeremo l’opera applicando una modestissima quantità di “acciaio liquido” nella piccola fessura rimasta dal taglio della ghiera, cercando di non farlo colare sul corpo nero del bicchiere:

Quando anche l’acciaio liquido sarà indurito, potremo procedere a togliere l’eventuale eccesso con una limetta (nella foto è ancora da limare).

Il risultato finale eccolo qua (al contagiri manca ancora la ghiera):

Conclusioni:

Tutto quanto esposto è il modestissimo frutto dei miei esperimenti e magari potrebbe servire come spunto per individuare procedimenti ancora migliori.

Come ho già scritto anche sul forum, probabilmente per gli strumenti della 750 è meglio forzare la ghiera col cacciavite invece che tagliarla, dato che è molto sottile e malleabile (metodo Enzo750).

Per strumenti della 400 invece non avrei dubbi: tagliare!

Insomma ragazzi, io ho fatto del mio meglio… se avete domande, sto qua ;-)

Ciauz, TdZ.

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Courtesy of TdZ